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mercoledì 11 ottobre 2017

Le tre regole per diagnosticare la Dermatite Seborroica


PRIMA REGOLA: RICONOSCERE LA DERMATITE SEBORROICA DEL CUOIO CAPELLUTO
Il primo errore da non fare è scambiare la dermatite seborroica per psoriasi o forfora grassa.
Tra queste tre condizioni, che sembrano simili, c’è una bella differenza:

La dermatite seborroica del cuoio capelluto causa irritazione della cute, che stimola continuamente a grattarsi provocando la formazione di zone con croste giallastre e desquamazione, accompagnata nella maggior parte dei casi anche da un indolenzimento della zona interessata o da un dolore vero e proprio.


Anche la psoriasi si manifesta con croste e desquamazione del cuoio capelluto, ma le croste sono di colore argenteo e diffuse in più zone del cuoio capelluto.


La forfora grassa rispetto alla psoriasi è più simile alla dermatite seborroica, perché entrambe sono caratterizzate da croste giallastre e untuose, dovute ad un eccesso di sebo prodotto dalle ghiandole sebacee. Sono così simili da considerare le due manifestazioni come due stadi evolutivi della stessa alterazione della pelle, ma di diversa intensità.

La ‘prima tappa’ dell’alterazione della pelle, più lieve e caratterizzata prevalentemente dalla desquamazione, è la comparsa di forfora causata da agenti esterni come shampoo o trattamenti cosmetici aggressivi, alimentazione, agenti inquinanti o irritanti e la cui eliminazione porta anche alla diminuzione o scomparsa del problema.
La ‘seconda tappa’, che indica la presenza di un problema più grave e legato alla dermatite seborroica, è caratterizzata dalla presenza di un forte stato infiammatorio dovuto a cause multifattoriali, con sintomi che hanno un andamento altalenante con periodi di miglioramento o di peggioramento a seconda della stagionalità. La dermatite seborroica, infatti, regredisce con il bel tempo e si acutizza in inverno con il freddo.

Saper distinguere fra le tre manifestazioni del cuoio capelluto e, soprattutto, riconoscere la presenza del sebo in eccesso è fondamentale per impostare trattamenti efficaci e mirati alla natura e componente scatenate del problema.


SECONDA REGOLA: LASCIA STARE I TUOI CAPELLI.

Per irritare il meno possibile il cuoio capelluto e mantenere i capelli più puliti, vanno rispettati alcuni comportamenti:

1. Non sottoporre il cuoio capelluto ad altro stress, oltre a quello indotto dalla dermatite seborroica, sottoponendolo a tinture o trattamenti aggressivi che ricorrono all’applicazione di acidi. Non è mascherando il colore o cambiando il look che si risolve il problema della dermatite seborroica. Anzi, queste azioni potrebbero peggiorare l’irritazione e il prurito del cuoio capelluto! 



2. Non giocherellare con i capelli, passandoli continuamente tra le mani. Toccandoli rischi di trasferire sui capelli il sebo presente sui palmi delle mani, peggiorando il loro aspetto. 


3. Evita di grattarti continuamente la testa, già messa a dura prova dalla dermatite seborroica. Meglio resistere alla tentazione del prurito, perché potresti favorire la desquamazione del cuoio capelluto aumentando la quantità di forfora visibile.

TERZA REGOLA: CONTRO LA DERMATITE SEBORROICA GIOCA DI PREVENZIONE.

Se sospetti di avere la dermatite seborroica, rivolgiti al tuo medico per una diagnosi e affronta il problema il prima possibile: la tempestività è il modo migliore per controllare i sintomi della dermatite seborroica, scegliendo l’approccio più corretto per il tuo caso. I tuoi quattro assi nella manica da giocare nella partita contro la dermatite seborroica sono:

1. Fare un esame del cuoio capelluto, presso centri dermatologici specializzati, per individuare le cause della dermatite seborroica. 

2. Consultare uno specialista per scegliere i rimedi più adeguati alla natura e all’intensità del tuo problema.

3. Utilizzare shampoo e detergenti che non contengano ingredienti aggressivi e irritanti per il cuoio capelluto.

4. Condurre una vita il più regolare possibile, per evitare ogni forma di stress eccessivo. Un capello troppo sofferente rischia oltretutto di cadere.

Flowermoon87

venerdì 28 luglio 2017

Allergie e dermatiti - il nichel


Cosa è meglio fare se si è allergici al nichel? Quali cibi evitare?
 
Secondo le linee guida elaborate dall’Organizzazione Mondiale per le Allergie, con la collaborazione dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, l’assunzione di microrganismi vivi come lactobacilli e bifido-batteri durante la gravidanza può diminuire le probabilità di sviluppare nei piccoli dermatiti ed eczemi, allergie alimentari, asma e riniti allergiche. La ricerca ha evidenziato che l’assunzione di probiotici non solo in dolce attesa, ma protratta anche nel periodo dell’allattamento e poi dati al bambino nel primo anno di vita può abbassare sensibilmente – anche fino al 9% - il rischio per il neonato di incorrere in allergie, con un beneficio molto più evidente per dermatiti ed eczemi.

Una considerazione a parte merita il nichel, un metallo presente un po’ ovunque nel terreno, nell’aria, nell’acqua, in oggetti metallici di uso comune e quotidiano, ma anche negli alimenti. Dunque una sostanza che potrebbe suscitare una doppia allergia:
Un’allergia da contatto, quanto vengono toccati o indossati oggetti che hanno al loro interno questa componente
Un’allergia alimentare specie se si segue una dieta ricca di cibi di origine vegetatale nei quali le concentrazioni sono quattro volte superiori rispetto a quelle dei prodotti animali

Conoscere quali sono i cibi in cui il metallo è più presente può aiutare non solo a ingerire minori concentrazioni giornaliere di nichel, ma anche a controllare meglio la sintomatologia della dermatite.

I cibi ricchi di nichel:
• Cacao e cioccolato
• Semi di soia
• Farina d’avena, di mais e integrale
• Noci, mandorle
• Legumi freschi e secchi
• Cipolle, spinaci, asparagi, pomodori
• Margarina
• Pere
• Lievito in polvere
• Liquirizia
• Cibo in scatola, bevande e integratori contenenti nichel (il contenuto è verificabile dall’etichetta)
• Alcuni pesci quali tonno, aringhe, salmone, sgombro e crostacei
• Cavolfiore, cavolo, lattuga, carote
• Riso raffinato, farina bianca
• Marmellata
• Vino, birra e caffè
• Frutta fresca (ad esclusione delle pere)
• Alimenti aciduli che possono portare alla dissociazione del nichel dagli utensili di metallo usati nella preparazione dei cibi

I cibi con poco nichel:
• Pollame e carni magre e private del grasso
• Uova
• Pesci freschi o surgelati ad eccezione di quelli precedentemente citati
• Formaggi freschi e stagionati fra cui il Grana Padano, latte e derivati quali ricotta e yogurt
• Verdura (con le debite eccezioni)
• Cereali (a parte quelli non consentiti) e patate
• Olio extravergine di oliva a crudo
• Acqua, almeno 2 litri al giorno (preferibilmente oligominerale naturale)

Flowermoon87

martedì 25 luglio 2017

Allergie cutanee e dieta - qualche domanda


Negli ultimi anni le allergie alimentari sono sempre più diffuse e con esse, gli sfoghi che ne derivano a livello di cute, epidermide e mucose.

Sorge spontanea una domanda. Eliminare del tutto l’alimento che crea allergia dalla dieta è corretto? Perché spesso, ciò che crea allergia da un lato, fa molto bene in altri aspetti al nostro corpo (vedasi la frutta ad esempio, o le uova).

 La domanda potrebbe essere lecita, ma escludere a priori il presunto alimento allergizzante non è l’approccio corretto. Quando c’è il sospetto che un alimento possa causare una reazione anomala, occorre rivolgersi a uno specialista allergologo, sottoporsi ai test diagnostici del caso, e solo a quel punto eliminare temporaneamente quell’alimento, per poi reintrodurlo gradualmente nella dieta. Se, dopo averlo assunto nuovamente, la dermatite ricompare, allora l’alimento andrà probabilmente escluso, ma seguendo attentamente le indicazioni dello specialista.
Purtroppo non è possibile generalizzare e dare indicazioni pass-partout perché ogni caso è a sé.

 La storia allergica infatti sarà diversa da persona a persona per predisposizione genetica, familiarità, condizioni ambientali e stili di vita e dunque meritevole di una valutazione individuale da parte dello specialista.
Esistono tuttavia dei buoni comportamenti alimentari che, anche a tavola, possono aiutare a controllare la malattia. Insieme alla corretta detersione e idratazione della pelle con prodotti specifici per la dermatite atopica, queste buone abitudini possono aiutare a mitigare i sintomi fastidiosi come il prurito incessante.
 

Flowermoon87

lunedì 24 luglio 2017

Gloves in a bottle

 
Gloves In A Bottle is a shielding lotion. A shielding lotion bonds with the outer-most layer of skin, locking in natural moisture and oils. Natural moisture and oil loss is the leading cause of dry skin and irritated skin. This is one of the biggest reasons why so many dermatologists are now recommending Gloves In A Bottle as an effective dry skin treatment.

Unlike contemporary skin moisturizers which try to replace the skin's natural moisture with an artificial, often greasy moisture, Gloves In A Bottle bonds with dead skin cells to create what can only be termed an invisible pair of gloves. This new outer layer helps prevent the loss of natural oil and moisture, supports skin elasticity, and improves the overall ability of the epidermis to protect the inner skin cell layers. The natural moisturizing effects of Gloves In A Bottle will leave your skin soft and supple!

While conventional moisturizers, lotions and skin creams coat your skin with petroleum or wax-based substances that tend to clog pores and inhibit the skin's ability to breathe and perspire, Gloves In A Bottle functions so well that the skin breathes and perspires naturally. Because it literally becomes part of the outer layer of skin, it does not wash off like other lotions, but comes off naturally as your skin exfoliates. For continued protection, simply reapply in 4 — 12 hours
 
 

When the natural oils are stripped away from the outer layer of skin, the skin's own moisture quickly leaves the outer layer of skin resulting in dry, irritated or itchy skin. Furthermore the deeper layers of skin are left exposed to a host of damaging, everyday substances including many cosmetics, detergents, anti-bacterial soaps, solvents, cleaners, gardening chemicals, dirt ad grease, latex glove powder, etc. The result is skin that is more dry, irritated, or itchy and more susceptible to becoming cracked and further damaged.

Conventional moisturizers, lotions and skin creams (artificial moisturizers) only attempt to replace natural moisture with artificial moisture. They only mask the symptoms by offering temporary relief that does little to heal the skin. Regular use of conventional moisturizers, lotions and skin creams can send the wrong message to the skin (that there is enough moisture present), causing it to produce less natural moisture. Natural moisture is the only thing that is going to truly resolve a dry skin condition.

Gloves In A Bottle restores the protective qualities to the outer layer of skin that modern living strips away – so that your skin stays properly moisturized and healthy. Gloves In A Bottle delivers moisture the natural way nature intended.

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Gloves in a bottle” come dice il nome stesso del prodotto, non è una semplice crema mani o trattamento idratante e nutriente, bensì un vero e proprio “guanto”. Si tratta, infatti, di una lozione protettiva, che fa da scudo all’epidermide delle mani. Spesso, lo strato idrolipidico presente naturalmente nell’epidermide, viene meno, a causa di numerosi agenti e fattori (uso di detergenti aggressivi, detersivi, petrolati, agenti chimici, coloranti, vento, freddo). La pelle si disidrata e si arrossa, prude e si secca.

A differenza dalle normali creme, essendo a base di acqua purificata, non unge e non ostruisce i pori, la pelle resta così libera di respirare. Inoltre, non vi è il bisogno di aspettare che il prodotto venga assorbito dalla nostra pelle, in quanto si unisce allo strato più superficiale dell’epidermide e diventa parte di essa. Si tratta di una formulazione duratura e resistente (non si sciacqua via lavandosi le mani). Basta riapplicarla almeno due volte al dì per ottenere il massimo effetto benefico. Se l’epidermide, invece, risulta molto disidrata, occorre riapplicarla ogni 4 ore, il tempo minimo in cui il nostro strato superficiale dell’epidermide si desquama autonomamente.
 

Quando gli oli naturali presenti sull’epidermide vengono meno, questa appare subito secca e irritata, causando molte volte prurito ed eczemi. Inoltre anche gli strati più profondi della pelle vengono danneggiati dal continuo esporsi all’uso di prodotti cosmetici, detergenti, antibatterici, solventi, prodotti chimici ecc. Gli idratanti convenzionali, quali lozioni e creme, tentano di sostituire l’umidità naturalmente presente sull’epidermide con un’idratazione di tipo artificiale. Questi prodotti mascherano i sintomi di disidratazione, non li risolvono, così da offrire un sollievo temporaneo per la pelle, che crede di essere di nuovo idratata, ma in realtà creano un circolo vizioso in cui si avrà sempre più bisogno di utilizzare creme e lozioni, in quanto la pelle non avrà più modo di autoidratarsi e proteggersi.

“Gloves in a bottle” ripristina l’idratazione dello strato esterno della pelle, rigenerandola e aiutando le persone affette da psoriasi e irritazione cutanea ad eliminare il problema dalla base.
 
 
Qualcuno di voi, già lo conosceva? A breve le mie recensioni a riguardo
Flowermoon87